Vaccinazione obbligatoria

vaccinazione obbligatoriaIl Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio si è pronunciato per il no alla vaccinazione obbligatoria su una serie di ricorsi proposti in riferimento all’ordinanza del Presidente della Regione Lazio del 17 aprile 2020, recante “Disposizioni in merito alla campagna di vaccinazione antinfluenzale e al programma di vaccinazione anti-pneumococcica per la stagione 2020-2021” e su ogni altro atto alla predetta ordinanza preordinato, connesso o collegato. In sintesi, il ricorso è stato accolto e per l’effetto annullata l’ordinanza in oggetto. Ebbene, tralasciando in questa sede l’opinione su chi tenta di stravolgere i basilari principi costituzionali, oppure, forse peggio ancora, chi ne ignora l’esistenza e la portata, nella sentenza in esame si è trattato di valutare la discutibile imposizione del governo regionale circa l’obbligo della vaccinazione antinfluenzale stagionale per tutte le persone al di sopra dei 65 anni di età (pena il divieto di frequentare luoghi di facile assembramento come centri sociali e case di riposo) nonché per tutto il personale sanitario e sociosanitario operante in ambito regionale (pena il divieto di avere accesso ai rispettivi luoghi di lavoro). Sottolineano i giudici che la questione sulla vaccinazione obbligatoria va affrontata sul piano più latamente costituzionale dal momento che la suddetta ordinanza è stata adottata in deroga rispetto al quadro normativo primario di riferimento. Altre cause.

Numerazione in sequenza 14A20 del 03/10/2020