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La Consulta sollecita il legislatore

la Consulta sollecita il legislatoreProseguendo nella personale convinzione di portare all’attenzione del pubblico argomenti raramente trattati dai grandi media, come per esempio quando la Consulta sollecita il legislatore su fatti socialmente rilevanti, nel presente contributo riporto il sunto del testo delle anticipazioni di due decisioni della Corte Costituzionale, dello scorso 28 gennaio 2021, dove ha esaminato la spinosa questione relativa al «riconoscimento dello status di figli per i nati mediante tecnica di procreazione medicalmente assistita eterologa, praticata all’estero da due donne». Di fatto, con la questione di costituzionalità sollevata dal Tribunale di Padova, è stato sottolineato il «vuoto di tutela in presenza di una situazione conflittuale della coppia, che rendeva, tra l’altro, impraticabile il ricorso all’adozione non legittimante». Tuttavia, se da un lato la questione sollevata è stata dichiarata inammissibile, dall’altro, proprio perché in assenza di una disciplina applicabile al caso concreto, i giudici delle leggi hanno ritenuto rivolgere un monito al legislatore affinché intervenga con estrema urgenza individuando le forme più idonee di tutela dei minori nati, come per esempio nel caso in esame, in una coppia di donne mediante fecondazione eterologa, tenendo conto anche degli orientamenti sovranazionali.

Nella stessa camera di consiglio, la Consulta sollecita il legislatore affinché individui forme più adeguate di tutela del bambino nato all’estero con la tecnica della maternità surrogata, questione di legittimità sollevata dalla Corte di Cassazione sull’impossibilità di riconoscere in Italia, perché in contrasto con l’ordine pubblico, un «provvedimento giudiziario straniero che attribuisce lo stato di genitori a due uomini italiani uniti civilmente, che abbiano fatto ricorso alla tecnica della maternità surrogata». Sicché, anche in questo secondo caso, dichiarando inammissibile la questione sollevata, la Corte, fermo restando il divieto penalmente sanzionato di maternità surrogata, ha ritenuto che l’attuale «quadro giuridico non assicuri piena tutela agli interessi del bambino nato con questa tecnica». E siccome a questo fine sono prospettabili differenti soluzioni, la Corte, allo stato, ha ritenuto di non poter intervenire nel doveroso rispetto della discrezionalità legislativa, ma ribadendo il necessario e improcrastinabile intervento del legislatore in tal senso.

Numerazione in sequenza 02A21 del 15/02/2021