Tutela del consumatore

Spesso capita di trattare e riflettere su questioni sociali particolarmente complesse e di trascurarne altre poiché, appunto, date per scontate. Ma non è così, o comunque non sempre è così. Per esempio: cosa caratterizza da secoli la sopravvivenza dell’uomo se non una corretta alimentazione? E allora, a proposito di pane, alimento essenziale per definizione, una cosa è l’acquisto di pane «ottenuto da un processo produttivo unitario completato in una sola giornata», il cosiddetto pane fresco, ed altro è «l’acquisto di pane ottenuto da un processo produttivo che viene interrotto per consentire il surgelamento del prodotto in vista di un posticipato completamento della sua cottura», il cosiddetto pane conservato. Sicché, il «consumatore ha il diritto di ottenere una informazione specifica e precisa circa i due differenti prodotti, onde non può affermarsi che il primo corrisponda al secondo», in quanto diverso è il rispettivo processo produttivo (cfr. Corte di Cassazione, Sez. II Civile, Ordinanza 14712/2020). Numerazione in sequenza 13A20 del 14/09/2020

Diffamazione a mezzo stampa

La Corte costituzionale ha esaminato le questioni di legittimità sollevate con riferimento alla pena detentiva prevista in caso di diffamazione a mezzo stampa, riguardo, in particolare, all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. La Corte, rilevato che la soluzione delle questioni richiede una complessa operazione di bilanciamento tra la libertà di manifestazione del pensiero e la tutela della reputazione della persona, diritti entrambi di importanza centrale nell’ordinamento costituzionale, ha affermato che è urgente una rimodulazione di questo bilanciamento alla luce delle indicazioni della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e che dunque spetta in primo luogo al legislatore porre rimedio. Sicché, in attesa della futura decisione della Corte, restano sospesi i procedimenti penali nell’ambito dei quali sono state sollevate le questioni di legittimità discusse, dando un anno di tempo per consentire al parlamento di intervenire (cfr. Comunicato del 9 giugno 2020 della Corte costituzionale). Numerazione in sequenza 12A20 del 13/07/2020

Parcheggiatori abusivi

A proposito di comportamento deviante, è ascrivibile il reato di estorsione e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni nei confronti del parcheggiatore abusivo che, con violenza o minaccia, pretenda il pagamento di un compenso per tale illecita attività, e dunque laddove oltre alla richiesta del pagamento di somme di danaro «si accompagni anche la rappresentazione di un male futuro alle cose od alla persona». Ebbene, nel caso in esame, dalla pacifica ricostruzione dei fatti contenuta nelle sentenze di primo e secondo grado, risulta che la richiesta dell’imputato «veniva formulata in relazione all’ingiusto profitto costituito dal lucrare un compenso non dovuto dalla commercializzazione di quel posto auto» (Cassazione, II Sezione Penale, Sentenza 16030/2020). Numerazione in sequenza 11A20 del 10/06/2020

Sottrazione di minore

L’articolo 574-bis del Codice penale (Sottrazione e trattenimento di minore all’estero) stabilisce che “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque sottrae un minore al genitore esercente la responsabilità genitoriale o al tutore, conducendolo o trattenendolo all’estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo stesso l’esercizio della responsabilità genitoriale, è punito con la reclusione da uno a quattro anni. Se il fatto di cui al primo comma è commesso nei confronti di un minore che abbia compiuto gli anni quattordici e con il suo consenso, si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni. Se i fatti di cui al primo e secondo comma sono commessi da un genitore in danno del figlio minore, la condanna comporta la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale” (corsivo aggiunto). Ebbene, la Corte Costituzionale, con la Sentenza n. 102/20 del 06.05.2020, pubblicata il 29.05.2020, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 574-bis, terzo comma, del Codice penale, nella parte in cui prevede che la condanna pronunciata contro il genitore per il delitto di sottrazione e mantenimento di minore all’estero ai danni del figlio minore comporta la sospensione dell’esercizio della responsabilità genitoriale, anziché «la possibilità per il giudice di disporre la sospensione dall’esercizio della responsabilità genitoriale» (corsivo aggiunto). Numerazione in sequenza 10A20 del 30/05/2020