Propaganda e istigazione a delinquere

propaganda e istigazione a delinquereConsiderate certe esternazioni che spesso capita di ascoltare o leggere, oggi pongo attenzione sul tema della propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Fattispecie di reato prevista e punita dall’articolo 604-bis del Codice penale. Brevemente, la norma punisce “chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”; nonché punisce “chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”. Vieta quindi “ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”, punendo “chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività”. Così come si applica la pena della reclusione se la propaganda, l’istigazione e l’incitamento “si fondano in tutto o in parte sulla negazione, sulla minimizzazione in modo grave o sull’apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra”.

Propaganda e istigazione a delinquere intesa dunque come una norma incriminatrice autonoma, specifica ed ampia, che punisce non solo ogni forma di propaganda concreta basata sulla superiorità o sull’odio razziale, ma financo la propaganda e diffusione di pensieri negazionisti rispetto a fatti storico-sociali realmente accaduti. Infatti, ho accennato all’inizio come la propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, sia un fenomeno tutt’altro che isolato, proprio perché lo si avverte attraverso l’ascolto o lettura di interventi propinati dai media o dai social network più in generale, ma, tengo a sottolineare, almeno questo è il mio pensiero, senza che talune persone si rendano effettivamente conto del fatto che stanno violando la norma penale con tutto ciò che ne consegue sia in termini di pena a cui vanno incontro, sia – a questo non pensa mai nessuno oppure è sottovalutato dai più – con riguardo al costo in danaro necessario per difendersi da un incardinando processo basato su tali e concrete accuse. Continua a leggere

Gli eventi e la nostra storia

gli eventi e la storiaNon credo che gli eventi e la nostra storia legati all’uomo, fin dalla sua comparsa sulla Terra, possano annoverarsi tra quelli di avara produzione, purtroppo, in termini di presenza di feroci criminali a capo di regni, stati, eserciti. Tuttavia, con questo breve contributo non si intende né fare un elenco degli stessi, del resto sarebbe abbastanza lungo, né conferire un primato a chi ha commesso i delitti più atroci. Ebbene, a proposito di atrocità inenarrabili in danno di parte di popolazioni inermi, e solo per questo non andrebbero dimenticate, oggi faccio cenno ad un paio di personaggi che da questo punto di vista, a mio avviso, si sono guadagnati un posto sul podio del crimine: Erode e Hitler. Continua a leggere

Televisione ed altri media

televisione ed altri mediaQuando per giorni, settimane e mesi, televisione ed altri media più in generale reiterano ininterrottamente lo stesso fatto, seppur reale e di una certa gravità – no dunque limitandosi a qualche legittima e doverosa divulgazione giornaliera, bensì ad un continuo e ridondante minuto dopo minuto, non si capisce bene a favore di chi –, allora significa che la questione è divenuta talmente preoccupante – no relativamente al fatto specifico, ma alla modalità di fare informazione – che non è chiaro cosa sia più dannoso per l’opinione pubblica in generale e per la psiche individuale, se tale ossessivo rituale o la deplorevole censura.

Informare in maniera adeguata, corretta e sobria non significa negare un fatto od una circostanza realmente presente, significa più realisticamente far notare quella linea di confine che delimita la fobia, l’irrazionale, da ciò da cui ci si deve invece difendere secondo scienza e strumenti disponibili, compreso quello della ragione. Nutro perciò la vaga sensazione che una notizia eccessivamente riproposta alle masse da televisione ed altri media non ha più come fine ultimo quello di informare, e nemmeno quello di fare chissà quale prevenzione – specie se la stessa news è la riproduzione di quella di qualche minuto prima –, bensì assume tutt’altra funzione. Semmai sarebbe interessante capire a vantaggio di chi e per quali scopi. Continua a leggere