martedì 3 marzo 2015

Ragion di stato

Correva l'anno 1944, quando alle prime ore del mattino, a Balvano, in provincia di Potenza, si consuma la più grave sciagura ferroviaria della storia d’Italia. Censura militare e indagini a dire poco superficiali nascosero la verità sull'orribile fine di oltre 600 passeggeri. Il treno merci 8017, partito da Napoli il giorno precedente con destinazione Potenza, carico di oltre 600 passeggeri, si ferma, nella notte fra il 2 e il 3 marzo, sotto la Galleria delle Armi, in un tratto con forte pendenza. Gli sforzi delle locomotive per riprendere la marcia sviluppano grandi quantità di monossido di carbonio e acido carbonico. I gas tossici uccidono nel sonno oltre 500 passeggeri. L'assenza di vento e di aerazione nella strettissima galleria e anche la pessima qualità del carbone, fornito dal Comando militare alleato, sarebbero state le cause della strage, che resterà ignorata per molti anni dalla memoria collettiva. Solo ad alcune famiglie delle vittime, dopo lunghe vicende giudiziarie, sarà riconosciuta una modesta indennità. La sciagura di Balvano non ha ufficialmente alcun colpevole. Clicca qui per saperne di più.