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La norma giuridica

In linea generale, prima di tutto, credo si possa ragionevolmente affermare che l’istituzionalizzazione della norma giuridica, vale a dire riconoscerne la validità e significato, deriva dalla costanza con la quale la stessa viene osservata dai cittadini, quindi no, o comunque non solo, dalla sua contestualizzazione ad una singola situazione o ad un singolo rapporto tra due soggetti.

In secondo luogo, ulteriore caratteristica della giuridicità di una norma è proprio quella della previsione di una sanzione in caso di violazione della medesima, quindi per l’ipotesi in cui la stessa norma sia anche solo ignorata dal cittadino in termini di, per esempio, reati commissivi mediante omissione, altrimenti detto reati omissivi propri e impropri.

Perciò, reati commessi con volontà di cagionare un qualcosa (dolo), ma anche reati consumati per aver omesso un comportamento previsto come necessario e obbligatorio dalla legge affinché un evento, in genere dannoso, non si verifichi.

Omissione, pertanto, quale forma di condotta delittuosa caratterizzata dal comportamento negativo assunto dalla persona, la quale non abbia posto in essere una determinata azione che la norma gli imponeva in tal senso e che gli altri attori sociali si attendevano fosse rispettata. Riconducendo a due le posizioni di garanzia giuridicamente rilevanti: la prima riguarda il concetto di posizione volontaria di protezione in capo all’agente, cioè l’obbligo di protezione che può derivare da un rapporto volontaristico di assunzione di responsabilità verso qualcuno, in questo senso potrebbe esserne un esempio colui che quotidianamente si offre di far attraversare la strada ai bambini di fronte la scuola, cosicché rischia di rispondere di eventuali eventi lesivi verso i quali lo stesso si era assunto l’onere di evitare che si verificassero; la seconda afferisce al concetto di posizione di potere e di controllo in capo all’agente, cioè l’obbligo di controllo derivante da una posizione apicale ricoperta concernente una certa organizzazione, in questo senso potrebbe esserne un esempio l’imprenditore riguardo ad eventuali eventi lesivi in danno dei suoi dipendenti in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro, dove, non a caso, l’art. 2087 Codice civile stabilisce che: «L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro». Continua a leggere