Diffamazione (aggravata) online

Tornare su un tema che di sovente tratto, credo può servire a non fare abbassare il livello di attenzione di quanti, a vario titolo, utilizzano la rete – i social network in particolare – per esprimere le proprie opinioni. Tuttavia, un conto è la libertà di manifestazione del proprio pensiero, inalienabile diritto costituzionale, altro è oltrepassare i limiti del ragionevolmente accettabile.

Andiamo per ordine. Art. 21 Cost. (Libertà di pensiero e di stampa), sintesi: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Continua a leggere

Marco LILLI

Sociologo e Criminologo forense

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Condanne penali soggette a revisione

In questi ultimi tempi sono diversi i fatti di cronaca, datati nel tempo in termini di esecutività del crimine, che tornano alla ribalta perché i diretti interessati, cioè chi condannato per i reati lui contestati, ritenendosi innocente, decide di avvalersi degli strumenti giuridici necessari per far riesaminare la propria posizione.

Pertanto, per i meno afferrati in materia, ma che comunque possono ugualmente mostrare un certo interesse all’argomento qui in esame, pongo all’attenzione il fatto che il nostro ordinamento prevede – a seguito di sentenza cosiddetta definitiva di condanna, quindi quando dal punto di vista giudiziario ogni fase del procedimento penale si è esaurita – la possibilità di avvalersi di uno specifico istituto giuridico affinché il condannato, che si ritiene innocente, può ricorrere. Questo istituto è regolato da alcuni articoli del Codice di procedura penale, di seguito brevemente riassunti. Continua a leggere

Marco LILLI

Sociologo e Criminologo forense

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Condotte con finalità di terrorismo

Avvalendomi come di consueto della giurisprudenza, con il presente contributo offro, senza pretesa di esaustività, un breve riassunto sul concetto giuridico di terrorismo e condotte penalmente rilevanti ad esso riconducibili.

Premesso che l’articolo 270-sexies del Codice penale (Condotte con finalità di terrorismo) così stabilisce: «Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un’organizzazione internazionale, nonché le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalità di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l’Italia». Continua a leggere

Marco LILLI

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Oltre la religione

Anche in questo caso, come in un precedente contributo, c’è di mezzo la religione a creare in qualche misura dissapori tra cittadini, chiamando in causa, nello specifico, anche la locale Pubblica Amministrazione. La questione riguarda la richiesta risarcimento danni avanzata e ottenuta da una famiglia la quale si era sentita disturbata da un palco installato a ridosso della propria abitazione, allestito in occasione di una festa patronale. Nella fattispecie, la presenza di tale struttura rendeva difficoltoso l’accesso presso l’abitazione, nonché, durante la manifestazione, era stata fonte di eccessive immissioni luminose e sonore. Chiamati a rispondere dei danni lamentati era stato sia il comitato per i festeggiamenti che materialmente aveva realizzato l’opera, sia l’amministrazione comunale che, preventivamente, ne aveva concesso la relativa autorizzazione. Continua a leggere

Marco LILLI

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Guida sotto influenza alcolica

Sul concetto di “appartenenza” e “proprietà” di un veicolo nei casi di guida sotto l’influenza alcolica. La Corte di Cassazione, con la sentenza qui in esame, ha fatto chiarezza nel merito di quanto disposto dall’articolo 186, comma 2, lettera c), Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada), e in particolare nei casi di appartenenza del veicolo a persona estranea al reato [1]. Infatti, scrivono i giudici di legittimità richiamando precedenti pronunce: «Il termine utilizzato dal legislatore non ha uno specifico significato tecnico come potrebbero invece esserlo i termini “proprietà” o “intestazione” nei registri. Ciò significa che il concetto di “appartenenza” deve inteso in una diversa accezione e cioè come effettivo e concreto dominio sulla cosa, indipendentemente dalla formale intestazione del bene e che può assumere sia le forme del possesso che della detenzione, escludendosi solamente forme di dominio del tutto occasionali». Continua a leggere

Marco LILLI

Sociologo e Criminologo forense

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Turbamento di funzioni religiose

Singolare caso di “Turbamento di funzioni religiose del culto di una confessione religiosa”. Premesso che l’articolo 19 della Costituzione della Repubblica Italiana (1948) stabilisce che: «Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume»; il caso qui in esame riguarda un qualche cosa, cioè un comportamento, che secondo i giudici ha travalicato proprio tale suesposto principio costituzionale. Infatti, a nulla è valso il ricorso in Cassazione proposto da alcuni fedeli condannati in primo e secondo grado con specifico riferimento al «reato di cui agli artt. 81, secondo comma, 110, 405, primo e secondo comma, cod. pen., per avere, in concorso tra loro e con altri, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, nella qualità di fedeli del culto cristiano evangelico frequentatori delle funzioni religiose celebrate nella chiesa di tale culto, impedito e turbato l’esercizio delle funzioni, cerimonie e pratiche di culto celebrate dai ministri competenti, in particolare pregando ad alta voce al fine di coprire la voce dei celebranti e degli altri fedeli ed insultando e minacciando reiteratamente i celebranti e gli altri fedeli presenti alle funzioni» [1]. Continua a leggere

Marco LILLI

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