Articolo 24 Costituzione

Art. 24 Cost. «Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari».

Il diritto alla difesa, definito appunto inviolabile, rappresenta un istituto fondamentale di ogni sistema democratico e dunque non può essere né limitato tanto meno eliminato, neanche da norme di revisione costituzionale o di diritto internazionale. Per tali presupposti, il diritto alla difesa implica sia l’assistenza di un difensore esercente la professione legale, sia la personale presenza e partecipazione al processo.

Quando la Costituzione si riferisce a Tutti, lo fa riconoscendo tale diritto ad ogni persona, sia cittadino italiano, sia straniero, quindi di difendersi o agire in qualsiasi giurisdizione (penale, civile, amministrativo); in ogni stato e grado del procedimento, cioè nel processo di primo grado, appello, cassazione, eventuale processo di revisione del giudicato, o durante la fase dell’esecuzione pena.

Il diritto alla difesa è garantito anche al non abbiente, cioè chi non dispone dei mezzi economici per potersi difendere oppure agire in giudizio.

La riparazione degli errori giudiziari, conseguente ad una condanna penale definitiva poi a seguito di revisione del giudicato ritenuta ingiusta, prescindendo dallo stato di bisogno del prosciolto, consiste nella corresponsione da parte dello Stato in favore della persona lesa di un cosiddetto equo indennizzo patrimoniale, versato in unica soluzione oppure attraverso una rendita vitalizia, in rapporto alla durata della pena espiata o alle precedenti condizioni personali del soggetto interessato.

Print Friendly