Articolo -2 Costituzione

Art. 2 Cost. «La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale».

I diritti inviolabili dell’uomo sono quei diritti che sono all’apice di ogni costituzione democratica e sono da considerarsi «inviolabili» quando essi sono irrinunciabili, indispensabili, inalienabili, intrasmissibili e imprescrittibili.

Ebbene, i diritti inviolabili dell’uomo sono rappresentanti dall’insieme di tutele riconosciute a livello mondiale, riguardanti la vita, la salute, il lavoro, l’istruzione e la dignità di ogni singolo individuo, inteso nell’accezione più ampia del significato. Mentre per doveri si fa esplicito riferimento agli obblighi che ogni individuo assume nei confronti della collettività, di modo che ci sia una pacifica convivenza fra tutti i membri facenti parte di detta comunità e di quanti altri in qualche maniera la compongano, anche temporaneamente.

I diritti inviolabili sono quindi quelli intrinseci all’essere umano, ai quali la persona non può rinunciare (per questo sono detti irrinunciabili), né sono cedibili a terzi (per questo sono detti inalienabili). In tali casi, lo Stato si impegna ad assicurare, e se necessario difendere, questi diritti, sia riguardo ai singoli individui, sia ai gruppi sociali di appartenenza. Gruppi, in questo caso anche dette formazioni sociali, cioè rappresentate da quell’insieme di individui (famiglie, comunità civili o religiose, associazioni politiche, sindacali o di altro genere) ai quali sono conferiti gli stessi diritti riconosciuti alle singole persone. E, da questo punto di vista, si parla di solidarietà sociale più in generale, quale dovere morale a riconoscere e soddisfare i bisogni dei cosiddetti meno abbienti, oppure meno fortunati, con lo scopo di migliorare il benessere dell’intera collettività.

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