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Manifestare il proprio pensiero

È sempre emozionante e coinvolgente, almeno dal mio punto di vista, trattare il tema in oggetto, specie se tenuto in considerazione con quanto stabilito nella prima parte dell’articolo 21 della Costituzione, e cioè: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».

Certo, qualche accostamento potrebbe essere fatto anche quando si tratta di divulgare notizie riguardanti fatti di cronaca giudiziaria frammisti a quelli di natura politica; si pensi per esempio ai casi sempre più frequenti oramai da anni di presunta o reale violazione del segreto istruttorio con divulgazione di intercettazioni telefoniche più o meno attinenti al procedimento penale di cui è causa. Ebbene, a parte i casi di palese violazione di legge, credo comunque opportuno ricordare, almeno secondo il mio pensiero, che le inchieste giornalistiche fanno la loro parte, nel senso che in una democrazia aiutano a garantire il bilanciamento tra il potere in mano a poche persone e il diritto dei cittadini ad essere portati a conoscenza di cosa, eventualmente, può celarsi dietro tale potere. Continua a leggere

Famiglia e adozioni

Due decisioni simili in poco tempo, l’una, la prima qui in esame, pronunciata dalla Corte d’appello di Trento, l’altra dal Tribunale per i minorenni di Firenze. Giurisdizioni diverse ma entrambe orientate verso un unico indirizzo di pensiero riguardo temi rientranti nel medesimo contesto generale: la cosiddetta “maternità surrogata”, più correttamente detta “gestazione di sostegno”, cioè quel processo cui si sottopone una donna la quale accetta di affrontare la gestazione e parto per conto di altri; nonché lo stato di filiazione che prescinde dall’esistenza di un rapporto di coniugio tra i genitori. Ebbene, vediamo nel merito quanto stabilito dal giudice italiano riguardo i due casi citati. Continua a leggere

Sicurezza sul lavoro

Infortuni e responsabilità (eventuale) del datore di lavoro

Riprendo un argomento già trattato in passato, anche su altre riviste a tema, cioè quello della sicurezza nei luoghi di lavoro a tutela di chiunque ha necessità di frequentarli, evidentemente a partire dai lavoratori, al datore di lavoro stesso, preposti, esterni autorizzati.

Pertanto, con l’odierno contributo, oltre a riproporre uno spunto di riflessione rispetto ai limiti di responsabilità oggettiva del datore di lavoro nei confronti del dipendente che resta vittima di infortunio sul lavoro per mano di terzi, cercherò di mettere in evidenza anche quelli che, secondo un recente orientamento giurisprudenziale, sono i limiti della responsabilità da attribuire al datore di lavoro stesso. Continua a leggere

Sociologia e musica

Sociologia e musica. La cultura come coesione sociale.

Dovendo preliminarmente offrire al lettore una definizione scientifica del tema in oggetto, in questo caso data da un illustre sociologo dei nostri tempi, Luciano Gallino (1927-2015), si può affermare che: «La sociologia della musica è anzitutto un ramo della sociologia dell’arte, che con essa divide l’interesse per le relazioni che intercorrono tra i contenuti, le forme, i generi, le istituzioni, i soggetti, il mercato della produzione artistica – che in questo caso si specifica nell’opera musicale» (cfr. Gallino, 2009, p. 442).

Ebbene, alla lettura del titolo e della premessa del presente testo, chi di solito segue le mie pubblicazioni si potrebbe essere già posto la domanda sul come mai di questa pubblicazione un po’ al di fuori dei temi che in genere tratto (giustizia, devianza, crimine, eccetera). Vorrei però rassicurare che, nel prosieguo del contributo, dei riferimenti a tali fenomeni si potranno senz’altro cogliere. Continua a leggere

Diffamazione (aggravata) online

Tornare su un tema che di sovente tratto, credo può servire a non fare abbassare il livello di attenzione di quanti, a vario titolo, utilizzano la rete – i social network in particolare – per esprimere le proprie opinioni. Tuttavia, un conto è la libertà di manifestazione del proprio pensiero, inalienabile diritto costituzionale, altro è oltrepassare i limiti del ragionevolmente accettabile.

Andiamo per ordine. Art. 21 Cost. (Libertà di pensiero e di stampa), sintesi: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». Continua a leggere

Condanne penali soggette a revisione

In questi ultimi tempi sono diversi i fatti di cronaca, datati nel tempo in termini di esecutività del crimine, che tornano alla ribalta perché i diretti interessati, cioè chi condannato per i reati lui contestati, ritenendosi innocente, decide di avvalersi degli strumenti giuridici necessari per far riesaminare la propria posizione.

Pertanto, per i meno afferrati in materia, ma che comunque possono ugualmente mostrare un certo interesse all’argomento qui in esame, pongo all’attenzione il fatto che il nostro ordinamento prevede – a seguito di sentenza cosiddetta definitiva di condanna, quindi quando dal punto di vista giudiziario ogni fase del procedimento penale si è esaurita – la possibilità di avvalersi di uno specifico istituto giuridico affinché il condannato, che si ritiene innocente, può ricorrere. Questo istituto è regolato da alcuni articoli del Codice di procedura penale, di seguito brevemente riassunti. Continua a leggere

Condotte con finalità di terrorismo

Avvalendomi come di consueto della giurisprudenza, con il presente contributo offro, senza pretesa di esaustività, un breve riassunto sul concetto giuridico di terrorismo e condotte penalmente rilevanti ad esso riconducibili.

Premesso che l’articolo 270-sexies del Codice penale (Condotte con finalità di terrorismo) così stabilisce: «Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un’organizzazione internazionale, nonché le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalità di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l’Italia». Continua a leggere