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Sociologo e Criminologo forense

Islamici, Rom e Occidente

Il significato che ho inteso dare a questo mio breve contributo è principalmente quello di fare emergere se e quali differenze eventualmente esistono tra i fatti descritti in due ricerche a tema datate nel tempo e l’attualità. Vale a dire, a distanza di oltre un decennio, la politica è stata in grado di migliorare le cose, oppure sono addirittura peggiorate?

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La norma giuridica

In linea generale, prima di tutto, credo si possa ragionevolmente affermare che l’istituzionalizzazione della norma giuridica, vale a dire riconoscerne la validità e significato, deriva dalla costanza con la quale la stessa viene osservata dai cittadini, quindi no, o comunque non solo, dalla sua contestualizzazione ad una singola situazione o ad un singolo rapporto tra due soggetti.

In secondo luogo, ulteriore caratteristica della giuridicità di una norma è proprio quella della previsione di una sanzione in caso di violazione della medesima, quindi per l’ipotesi in cui la stessa norma sia anche solo ignorata dal cittadino in termini di, per esempio, reati commissivi mediante omissione, altrimenti detto reati omissivi propri e impropri.

Perciò, reati commessi con volontà di cagionare un qualcosa (dolo), ma anche reati consumati per aver omesso un comportamento previsto come necessario e obbligatorio dalla legge affinché un evento, in genere dannoso, non si verifichi.

Omissione, pertanto, quale forma di condotta delittuosa caratterizzata dal comportamento negativo assunto dalla persona, la quale non abbia posto in essere una determinata azione che la norma gli imponeva in tal senso e che gli altri attori sociali si attendevano fosse rispettata. Riconducendo a due le posizioni di garanzia giuridicamente rilevanti: la prima riguarda il concetto di posizione volontaria di protezione in capo all’agente, cioè l’obbligo di protezione che può derivare da un rapporto volontaristico di assunzione di responsabilità verso qualcuno, in questo senso potrebbe esserne un esempio colui che quotidianamente si offre di far attraversare la strada ai bambini di fronte la scuola, cosicché rischia di rispondere di eventuali eventi lesivi verso i quali lo stesso si era assunto l’onere di evitare che si verificassero; la seconda afferisce al concetto di posizione di potere e di controllo in capo all’agente, cioè l’obbligo di controllo derivante da una posizione apicale ricoperta concernente una certa organizzazione, in questo senso potrebbe esserne un esempio l’imprenditore riguardo ad eventuali eventi lesivi in danno dei suoi dipendenti in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro, dove, non a caso, l’art. 2087 Codice civile stabilisce che: «L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro». Continua a leggere

Manifestare il proprio pensiero

È sempre emozionante e coinvolgente, almeno dal mio punto di vista, trattare il tema in oggetto, specie se tenuto in considerazione con quanto stabilito nella prima parte dell’articolo 21 della Costituzione, e cioè: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure».

Certo, qualche accostamento potrebbe essere fatto anche quando si tratta di divulgare notizie riguardanti fatti di cronaca giudiziaria frammisti a quelli di natura politica; si pensi per esempio ai casi sempre più frequenti oramai da anni di presunta o reale violazione del segreto istruttorio con divulgazione di intercettazioni telefoniche più o meno attinenti al procedimento penale di cui è causa. Ebbene, a parte i casi di palese violazione di legge, credo comunque opportuno ricordare, almeno secondo il mio pensiero, che le inchieste giornalistiche fanno la loro parte, nel senso che in una democrazia aiutano a garantire il bilanciamento tra il potere in mano a poche persone e il diritto dei cittadini ad essere portati a conoscenza di cosa, eventualmente, può celarsi dietro tale potere. Continua a leggere

Famiglia e adozioni

Due decisioni simili in poco tempo, l’una, la prima qui in esame, pronunciata dalla Corte d’appello di Trento, l’altra dal Tribunale per i minorenni di Firenze. Giurisdizioni diverse ma entrambe orientate verso un unico indirizzo di pensiero riguardo temi rientranti nel medesimo contesto generale: la cosiddetta “maternità surrogata”, più correttamente detta “gestazione di sostegno”, cioè quel processo cui si sottopone una donna la quale accetta di affrontare la gestazione e parto per conto di altri; nonché lo stato di filiazione che prescinde dall’esistenza di un rapporto di coniugio tra i genitori. Ebbene, vediamo nel merito quanto stabilito dal giudice italiano riguardo i due casi citati.

La Corte d’appello di Trento ha riconosciuto il legame genitoriale tra due minorenni e il padre non genetico, dichiarando quindi l’efficacia giuridica di un provvedimento straniero. Continua a leggere

Sicurezza sul lavoro

Infortuni e responsabilità (eventuale) del datore di lavoro

Riprendo un argomento già trattato in passato, anche su altre riviste a tema, cioè quello della sicurezza nei luoghi di lavoro a tutela di chiunque ha necessità di frequentarli, evidentemente a partire dai lavoratori, al datore di lavoro stesso, preposti, esterni autorizzati.

Pertanto, con l’odierno contributo, oltre a riproporre uno spunto di riflessione rispetto ai limiti di responsabilità oggettiva del datore di lavoro nei confronti del dipendente che resta vittima di infortunio sul lavoro per mano di terzi, cercherò di mettere in evidenza anche quelli che, secondo un recente orientamento giurisprudenziale, sono i limiti della responsabilità da attribuire al datore di lavoro stesso.

Il primo caso riguarda un addetto alla sicurezza, una guardia particolare giurata, aggredita e malmenata durante lo svolgimento del proprio turno di lavoro, il secondo caso riguarda invece l’infortunio occorso a un dipendente nonostante pacificamente accertato che lo stesso era stato munito di tutti i necessari presidi di sicurezza e adeguatamente istruito nonché addestrato per adempiere alle sue specifiche mansioni di operaio specializzato. Continua a leggere

Sociologia e musica

Sociologia e musica. La cultura come coesione sociale.

Dovendo preliminarmente offrire al lettore una definizione scientifica del tema in oggetto, in questo caso data da un illustre sociologo dei nostri tempi, Luciano Gallino (1927-2015), si può affermare che: «La sociologia della musica è anzitutto un ramo della sociologia dell’arte, che con essa divide l’interesse per le relazioni che intercorrono tra i contenuti, le forme, i generi, le istituzioni, i soggetti, il mercato della produzione artistica – che in questo caso si specifica nell’opera musicale» (cfr. Gallino, 2009, p. 442). Continua a leggere