Archivio mensile:febbraio 2017

Condotte con finalità di terrorismo

Avvalendomi come di consueto della giurisprudenza, con il presente contributo offro, senza pretesa di esaustività, un breve riassunto sul concetto giuridico di terrorismo e condotte penalmente rilevanti ad esso riconducibili.

Premesso che l’articolo 270-sexies del Codice penale (Condotte con finalità di terrorismo) così stabilisce: «Sono considerate con finalità di terrorismo le condotte che, per la loro natura o contesto, possono arrecare grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale e sono compiute allo scopo di intimidire la popolazione o costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto o destabilizzare o distruggere le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali di un Paese o di un’organizzazione internazionale, nonché le altre condotte definite terroristiche o commesse con finalità di terrorismo da convenzioni o altre norme di diritto internazionale vincolanti per l’Italia». Continua a leggere

Oltre la religione

Anche in questo caso, come in un precedente contributo, c’è di mezzo la religione a creare in qualche misura dissapori tra cittadini, chiamando in causa, nello specifico, anche la locale Pubblica Amministrazione. La questione riguarda la richiesta risarcimento danni avanzata e ottenuta da una famiglia la quale si era sentita disturbata da un palco installato a ridosso della propria abitazione, allestito in occasione di una festa patronale. Nella fattispecie, la presenza di tale struttura rendeva difficoltoso l’accesso presso l’abitazione, nonché, durante la manifestazione, era stata fonte di eccessive immissioni luminose e sonore. Chiamati a rispondere dei danni lamentati era stato sia il comitato per i festeggiamenti che materialmente aveva realizzato l’opera, sia l’amministrazione comunale che, preventivamente, ne aveva concesso la relativa autorizzazione. Continua a leggere

Guida sotto influenza alcolica

Sul concetto di “appartenenza” e “proprietà” di un veicolo nei casi di guida sotto l’influenza alcolica. La Corte di Cassazione, con la sentenza qui in esame, ha fatto chiarezza nel merito di quanto disposto dall’articolo 186, comma 2, lettera c), Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada), e in particolare nei casi di appartenenza del veicolo a persona estranea al reato [1]. Infatti, scrivono i giudici di legittimità richiamando precedenti pronunce: «Il termine utilizzato dal legislatore non ha uno specifico significato tecnico come potrebbero invece esserlo i termini “proprietà” o “intestazione” nei registri. Ciò significa che il concetto di “appartenenza” deve inteso in una diversa accezione e cioè come effettivo e concreto dominio sulla cosa, indipendentemente dalla formale intestazione del bene e che può assumere sia le forme del possesso che della detenzione, escludendosi solamente forme di dominio del tutto occasionali». Continua a leggere